I AM 1984


 

I AM 1984 utilizza il dispositivo di « rappresentazione » proprio ad una conferenza , esplorando la convenzione tra il conferenziere e il pubblico, allo scopo di stabilire una certa complessità di scambio d’informazioni. Il flusso verbale, supportato da illustrazioni, si dispiega cosi come una rete complessa di significanti che attivano un processo cognitivo diverso per ogni spettatore tale d’attingere in maniera ludica nel suo “sapere-catalogo” della storia, cultura popolare, arti, scienza, video-giochi, film, musica e finalmente diventando un esercizio nel trattamento delle informazioni. Il risultato finale é un disegno rizomatico, una specie di mappa mentale, « una cospirazione del cervello » che stabilisce dei legami tra un numero esuberante di avvenimenti e effetti eterogenei.
Questa operazione, che é diventata un modello d’intelligibilità centrale al discorso politico attuale, é comica quanto tragica. Essa prova a dare un senso agli avvenimenti, alle situazioni ambigue e drammatiche, di fare una Storia intelligibile a partire da contraddizioni e trasformazioni che colpiscono il mondo di continuo, in vista di liberare la pressione insopportabile dalle contingenze della realtà. Una forma post-moderna di catarsi ?
Ruotando intorno all’anno 1984, la pièce stabilisce delle connessioni tra elementi autobiografici ( la storia dell’ex-Yougoslavia , i sogni d’infanzia di B.M, l’alter ego della performer Barbara Matijevic ) e alcuni fatti, persone e avvenimenti della storia degli Stati-Uniti d’America ( le Olimpiadi di Los Angeles, Walt Disney, Apple e Steve Jobs, George Lucas e Star Wars).
In questo senso la pièce prova a “giocare” con quella sensazione di spaesamento dell’individuo di fronte a forze anonime appartenenti a quella “superstruttura“ (nella sua accezione economico-linguistica) che sembra controllare le nostre vite, pensieri e desideri i più intimi.
É una maniera per quelli che non fanno parte dei centri di potere di immaginarsi eroicamente in possesso di un sapere (l’arma dei deboli) senza lo scopo non più di parodiare l’impotenza dell’uomo ordinario. Al contrario, forse essa apre la possibilità per ciascun individuo di prendere possesso della sua capacità di fare Senso del mondo.

I AM 1984 é la prima parte di una trilogia dal titolo : Teoria di una performance a venire o il solo modo di evitare il massacro è diventarne gli autori?

Concezione: Giuseppe Chico et Barbara Matijević
Interpretazione: Barbara Matijević
Produzione : 1er stratagème et de facto
Co-produzione : ZeKaeM teatro, (Zagabria- Croazia)
Anteprima: 7 marzo 2008, ZeKaeM, Zagabria, Croazia
Durata: 50 minuti.
Lingue: Italiano, Francese o Inglese
Nota: La pièce ha ricevuto il Premio Spéciale del jury al festival Internazionale Infant 2008 a Novi Sad (Serbia).

 


Foto

Credits: ©Julien Correc and Olivier Heinry, 2012, Creative Commons 3 BY-SA

 

Archivio

2008
7-10/03 – 15-16/03 ZeKaeM Theater, Zagabria ( Croazia )
17/05 Barutana, Osijek ( Croazia )
28/06 Festival Infant, Novi Sad ( Serbia )
26/07 Art Workshop Lazareti, Dubrovnik ( Croazia )
31/10 Museo du Jeu de Paume, Parigi ( Francia )
14/11 Kranjcar Gallery, Zagabria ( Croazia )

2009
05/03 Living Room, Spazio Raum, Bologna ( Italia )
11/03 iLive2, LIFE / St.- Nazaire ( Francia )
20-22/08 Festival Far, Nyon ( Svizzera )
3/10 Festival Spokenworld, Kaaitheater / Bruxelles ( Belgio )
16-17/10 Vie, Emilia Romagna Teatro / Modena ( Italia )
24/10 Meteor Festival, BIT Teatergarasjen / Bergen ( Norvegia )
27/11 iLive3, LIFE / St Nazaire ( Francia )

2010
13/03 Consortium, Atheneum, Dijon ( Francia )
19/03 UOVO, La Triennale / Milano ( Italia )
26/03 360° Festival, St.Brieuc ( Francia )
30-31/03 Etrange Cargo, Menagerie de Verre, Parigi ( Francia )
15-17/04 Museo d’arte Contemporanea, Zagabria ( Croazia )
25/05 Contemporanea, Prato ( Italia )
3/09 Festival Castel dei Mondi, Andria ( Italia )
17/09 Kunstraum Niederrostereich, Vienna ( Austria )
18/12 Reims Scène d’Europe, Frac Champagne-Ardenne-Reims ( Francia )

2011
2/03 Festival Performatik, Kaaitheater / Bruxelles ( Belgio )
19/03 Gusti Astrali, Teatro Astra / Vicenza ( Italia )
16-17/04 Festival B :om , Seul ( Corea del Sud )
27-28/ 05 Festival A/D Werf, Utrecht ( Olanda )
3/ 09 OperaEstate, Bassano del Grappa ( Italia )

2012
27/01 Teatro Aurora , Marghera ( Italia )
28/01 Teatro delle Briciole, Parma ( Italia )
2 /02 Cabaret de curiosités#7 , Phénix / Valenciennes ( Francia )
26/02 Ri-creazione, Asti ( Italia )

2013
19/04 Experienz#2 – Wiels, Bruxelles ( Belgio )
23/06 Mmc Luka, Pula ( Croazia )

2014
9 e 11/05 – YO! Fest Strasbourgo ( Francia )

 


 

Rassegna stampa

Vijenac – 24/04/2008 – Andrej Mircev

Zarez – 29/05/2008 – Natasa Govedic

Corriere di Bologna – 5/03/2009 – Massimo Marino

Corriere della sera – 20/03/2010 – Valeria Crippa

Art 21 – n°27, eté 2010 – Lou Forster

Giornale di Vicenza – 21/03/2011 – Alessandra Agosti

Gazzetta del Mezzogiorno – 3/06/2011 – Nicola Morisco

Gazzetta di Parma – 30/01/2012 – Valeria Ottolenghi


 

Scheda tecnica

Black box versione

Equipe in tournée
2 persone
Scenografia
Una parete nera di una lunghezza di 5-7 mt. e una altezza di 2,50-3 mt. sulla quale sia possibile scrivere con un gesso bianco
Un tavolino nero
Uno sgabello nero
Una spugna e un secchio
Palco
Distanza minima di 5 mt. tra la parete e la prima fila del pubblico
Apertura minima : 8 mt.
Profondità minima: 6 mt.
Luci
La luce con un taglio squadrato illumina la totalità della parete e nella parte inferiore il taglio é più aperto fino a 3 mt.  dalla parete
Nessun cambio-luci durante lo spettacolo
Filtri 202 o 203
Le luci di sala restano in funzione a una più bassa intensità per tutta la durata dello spettacolo
Audio
Un ingresso suono mini jack sul palco
Planning
Montaggio  parete e puntamento luci un giorno prima.
Sala a disposizione per tutto il giorno della rappresentazione

White cube versione

– un muro bianco di una lunghezza di 4-6 mt. e un’altezza minima di 3,5 mt. sul quale sia possibile scrivere con del carboncino nero
– un numero sufficiente di « spot-lights » da galleria per illuminare l’intera superficie in maniera uniforme.
– un tavolino bianco.
– uno sgabello bianco.
– un ingresso suono mini jack
– due altoparlanti
– la distanza tra la parete e la prima fila pubblico di almeno 4m.
– prevedere carta vetro